Esperti del 16 gennaio 1998
Artisti digitali /2: Mario Canali
di Antonio Caronia
L'artista di cui vorrei parlarvi oggi è Mario Canali, un artista milanese che è stato
tra i primi a battere questa strada. Canali ha una "preistoria" di artista
tradizionale, avendo praticato giovanissimo la pittura, ma nel 1985 comincia a produrre
immagini animate al computer, e fonda il gruppo Correnti magnetiche, che dura una
decina d'anni.
Nei lavori di questi anni Canali comincia a esplorare un mondo di
archetipi, di immagini mentali secondo l'intuizione di Jung, che torneranno nelle sue
opere successive. La prima installazione interattiva di Canali è Satori, prodotta
fra il 1993 e il 94, che è una realtà virtuale immersiva, con casco e joystick; al
partecipante (non possiamo più dire lo spettatore) viene proposto un viaggio in un
ambiente virtuale aperto, un viaggio libero, senza una meta né itinerari prestabiliti,
alla ricerca appunto di un "satori", cioè, nel linguaggio zen, di una
"illuminazione".
Per Canali il virtuale non è il luogo dell'immaterialità, al contrario, come ha
scritto, "è il mondo della mente-corpo, è il luogo di quelle idee che sono scritte
nella nostra materia, frutto dell'evoluzione e dell'elaborazione di milioni di anni di
esperienza degli esseri viventi". Il computer, paradossalmente, ci riavvicina alla
materia e all'inconscio, non all'astrazione e alla razionalità. Questo avvicinamento al
corpo è evidente nel lavoro successivo, Oracolo-Ulisse, del 1995.
Qui
Canali abbandona il casco delle realtà virtuali immersive e adotta come strumenti
dell'interazione i sensori usati nella biomedicina, in questo caso un elettrocardiogramma.
Anche Oracolo propone un viaggio, ispirato ai riti sciamanici dei nativi americani,
nella forma di immagini generate dal computer che scorrono su una vela di fronte al
partecipante.
La forma e il ritmo di queste immagini dipendono sia dalla rilevazione del battito
cardiaco che dai movimenti volontari impressi a uno scettro. Alla fine del viaggio il
partecipante riceve un enigmatico "responso" sotto forma di un rumore, che può
essere uno scroscio di risa, il pianto di un bimbo, un applauso.
Anche l'installazione Neur-onde, del 1997, si basa su un modello di questo tipo,
ma questa volta il parametro fisico rilevato dai sensori sono le onde cerebrali.
L'attrezzatura usata rileva la presenza delle varie onde (alfa, beta, delta, teta) e
l'emisfero, destro o sinistro, da cui provengono. L'incrociarsi di questi dati consente di
individuare sette possibili stati mentali, a cui è associata una particolare
configurazione di luci, musiche e fumo. |
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