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    Philippe Queau

    Monaco, IMAGINA, 20/02/1997
    L'UNESCO e la società dell'informazione
  • L'UNESCO sta lavorando molto nel settore dell'educazione, della scienza e della cultura nella società dell'informazione, svolgendo un importante ruolo di osservatore (1) .
  • L'UNESCO si sta anche impegnando per riuscire a determinare una serie di norme giuridiche internazionali relative alla società dell'informazione (2) .
  • Il problema di una discriminazione tecnologica che lascia indietro i più poveri riguarda non solo i mezzi ma anche i contenuti: solo i più preparati sapranno gestirli senza problemi e con spirito critico (3) .
  • Il mercato é ancora poco attento alla formazione alle nuove tecnologie, così come al settore della cultura in genere e della ricerca. L'UNESCO lavora per coinvolgere in queste iniziative il settore pubblico e mettere online ogni informazione utile per ciascun cittadino (4) .
  • L'intervistato spiega il concetto di "metamondi" (5) .
  • Internet, come idea, é eterna e può solo evolversi e ampliarsi come rete planetaria senza barriere (6) .




  • INTERVISTA:

    Domanda 1
    Che ruolo ha l'UNESCO nella società dell'informazione?

    Risposta
    L'UNESCO ha un ruolo di prim'ordine nella società dell'informazione, perché è la sola agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell'impatto delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, tra cui, in primo luogo, Internet, nel settore dell'educazione, della scienza e della cultura. Noi stiamo organizzando, per il marzo prossimo, il 1° Congresso Internazionale sulle questioni etiche, sociali e giuridiche della società dell'informazione. Si terrà a Montecarlo. Abbiamo anche l'intenzione di creare un osservatorio permanente nel settore dell'educazione, della scienza e della cultura, su scala mondiale, dell'evoluzione delle tecniche della comunicazione e dell'informazione, e sul loro impatto negli stati membri dell'UNESCO. Dunque, il nostro ruolo, è quello di osservatori, ma è anche, al tempo stesso, propositivo di nuove politiche, concertate su scala internazionale, per tentare di ridurre lo scarto crescente tra gli info-ricchi e gli info-poveri.

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    Domanda 2
    Quali sono le possibilità, per gli Stati, di scegliere leggi per reti come Internet?

    Risposta
    E' molto difficile oggi, per gli Stati, reagire ad Internet, che è una rete mondiale completamente deterritorializzata; tuttavia, è possibile riunirsi per concordare un'azione legislativa comune nell'ambito del diritto internazionale. A Ginevra, nel dicembre del '96, si è tenuta una prima riunione mondiale sulla questione dei diritti d'autore. All'UNESCO vogliamo organizzare una riflessione di alto livello su alcuni problemi fondamentali di etica, non soltanto sui diritti d'autore, ma più generalmente sulla questione del diritto d'accesso universale all'informazione, che pone nuovi problemi di etica. In senso generale, si tratta di una riflessione di fondo sulle modificazioni a cui il diritto andrà incontro, in base all'evoluzione della cybersocietà. Gli Stati non possono nulla da soli, ma è necessario che essi si raccolgano in seno ad organizzazioni come l'UNESCO per definire le linee di una politica comune.

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    Domanda 3
    Lei crede che in futuro l'informazione sarà disponibile solo per i pochi disposti a pagare?

    Risposta
    Penso che si corra il rischio, gravissimo, che siano solo gli inforicchi a beneficiare della società dell'informazione: non è soltanto un problema di connettività o di accesso ad un calcolatore, anche se questo resta il nodo più importante. C'è anche un problema di controllo intellettuale dei nuovi contenuti, delle nuove navigazioni nel cyberspazio. E poi, esiste anche un problema culturale profondo. Sono, dunque, tutte questioni che si traducono in una crescente diseguaglianza tra info-ricchi e info-poveri, tra gli info-sapienti e gli info-ignoranti; un fossato, io credo, che si allarga costantemente. Bisogna che gli Stati e le organizzazioni internazionali in particolare, si mobilitino per ridurre queste diseguaglianze, che sono estremamente pericolose, perché potrebbero modellare la società del futuro.

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    Domanda 4
    Cosa può fare il settore pubblico per incentivare un accesso libero alla rete?

    Risposta
    Benché il settore pubblico sia molto importante, Internet e il cyberspazio sempre più sono in mano al mercato, a forze puramente economiche; mentre ci sono molti settori estremamente importanti che il mercato non tratta: l'educazione di base, la cultura, la ricerca, la creazione, sono tutti settori abbandonati dal mercato, dal momento che non permettono di realizzare dei profitti. L'UNESCO ha lanciato un grande progetto di promozione della sfera pubblica. Dal momento che il mercato si occupa solo di soggetti solvibili e di affari redditizi, bisogna che le organizzazioni come l'UNESCO, preoccupate dell'interesse generale, promuovano, per ristabilire l'equilibrio, la sfera pubblica. Appartengono al pubblico tutti i capolavori del passato, per i quali sono prescritti i diritti d'autore che non hanno più copyright e dunque possono essere promossi sulle reti, come Internet. Ma anche le opere dei musei e tutto ciò che del presente appartiene alla sfera del pubblico. Le informazioni sulle attività di governo o l'informazione prodotta dagli universitari, al di fuori dei diritti d'autore, tutti i dati che devono essere di dominio pubblico, possono essere messi online, a disposizione del maggior numero di utenti su supporti estremamente a buon mercato, come il CD ROM. Una politica risolutamente attiva di promozione della sfera pubblica è, oggi, assolutamente indispensabile per lottare contro l'egemonia del mercato.

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    Domanda 5
    Ci può spiegare il concetto di "metamondi"?

    Risposta
    I "metamondi" sono comunità virtuali di ogni specie, che cominciano a proliferare. Si tratta, infatti, di comunità ludiche, per lo più, ma che cominciano a trovare applicazioni anche in campo scientifico, nel campo delle imprese, delle università, degli ospedali. Si possono creare delle vere comunità su scala mondiale, che usano Internet, le immagini di sintesi in 3 D, e organizzare veri gruppi di lavoro. La nozione di "metamondo" è molto importante perché modellerà la nuova civiltà, creando semplicemente, a fianco del mondo reale, un altro mondo: un metamondo di reti, di virtualità, la cui funzione sarà sempre più importante, anche per il mondo reale. Questo mondo non entrerà in concorrenza con quello reale, ma sarà un suo doppio sul piano virtuale e forse lo supererà.

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    Domanda 6
    Come vede il futuro di Internet e cosa pensa di Internet?

    Risposta
    Internet non è una rete, è un'idea. Io credo che le idee siano eterne. L'idea fondamentale di Internet è di arrivare alla trasparenza assoluta tra tutti i computer del mondo e, infine, tra tutti gli uomini. Dunque, l'idea di Internet è di eliminare le barriere, di eliminare gli standard incompatibili e, al contrario, di favorire una trasparenza assoluta. Internet come idea è eterna, anche se deve svilupparsi -e deve svilupparsi con nuove norme come IPV6-, perché si avrà sempre, e sempre più, bisogno di una rete mondiale, di una rete planetaria, senza barriere. In effetti, i problemi che dobbiamo affrontare sono problemi a scala planetaria: il problema dell'inquinamento, quello dell'ambiente, il problema degli squilibri finanziari e speculativi dell'economia mondiale, i problemi politici gravissimi, che investono zone sempre più importanti. Con Internet, ci troviamo, in qualche modo, davanti a un mezzo fisico, concreto, per risolvere, mediante l'idea di trasparenza assoluta, problemi politici di ordine planetario. Internet farà grandi progressi e diventerà la piazza principale del villaggio globale di cui parlava McLuhan: una agorà, che permetterà a tutti i cittadini del mondo di incontrarsi, lavorare ed esercitare la democrazia mondiale.

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