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    Derrick De Kerckhove

    Napoli, 23/06/1995
    La mente umana e le nuove tecnologie di comunicazione
  • I mezzi di comunicazione, come l'alfabeto, la radio o la televisione, influiscono sullo sviluppo del comportamento dell'essere umano (1) (2) .
  • Internet unisce in sé gli elementi della radio e della televisione con quelli del computer (3) ,
  • provocando uno spostamento del potere dal produttore al consumatore (4) ,
  • e incentivando il pluralismo di linguaggi (5) .
  • I computer collegati su Internet formano una specie di intelligenza (6) ,
  • e memoria collettive (7) .
  • Attraverso Internet è per chiunque possibile diventare un editore in un medium di parole in movimento (8) .
  • La televisione ha avuto un notevole impatto sulle forme di evangelizzazione cristiana (9) ,
  • consentendo all'attuale Papa di globalizzare il messaggio della Chiesa (10) .
  • Internet è un fenomeno tecnologico collettivo, che ci avvicina alla comprensione della spiritualità (11) ,
  • pur non avendo dei connotati di sacralità (12) .
  • Il suo contenuto è immateriale, ma prodotto dal mondo materiale esterno (13) .
  • Mentre Internet è fuori dal concetto dello spazio, il tempo ne è un elemento essenziale (14) (15) .




  • INTERVISTA:

    Domanda 1
    Lei ritiene possibile interpretare lo sviluppo della psiche dell'uomo occidentale in relazione ai mezzi di comunicazione?

    Risposta
    Si, questo fondamentalmente è il tema di tutti i miei libri. A cominciare dall'alfabeto, da come l'alfabeto ci ha resi tutti "privati". E' utilissimo descrivere questo sviluppo attraverso il nostro modo di essere in relazione con il linguaggio. Il linguaggio è esterno a voi e vi controlla, oppure il linguaggio è interno a voi e quindi siete voi a controllarlo. Se è al di fuori, avrete un potere minimo sul vostro destino, avrete una scarsissima coscienza e ancor meno autocoscienza, ed una libertà minima nel decidere quello che volete fare, quello che volete pensare. Dopo l'invenzione della stampa, ad esempio, per 200 anni si sono combattute grandi battaglie per la tolleranza in Spagna, in Italia e in Francia, dappertutto nell'Europa occidentale, contro i pregiudizi religiosi: questi erano linguaggio esterno. La religione è linguaggio esterno, fuori del controllo della gente. I libri, la cultura, sono linguaggio interno a noi, che ci permette di controllare noi stessi.

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    Domanda 2
    Che cosa accade con la televisione e con la radio?

    Risposta
    Si tratta ancora una volta di linguaggio esterno. E questi sono i dittatori, grandi dittatori che conoscete bene, il Grande Fratello: sono individui che parlano e fanno marciare gli eserciti come un solo uomo. Con la televisione abbiamo ancora una forma di dittatura, ma del mondo consumistico: essa trasforma la gente in consumatori, non in soldatini. I computer sono come libri elettronici, vi restituiscono il potere del libro e il potere di controllare il linguaggio, anche se condividete questo potere con una macchina. La macchina mette la vostra mente sullo schermo all'esterno, ma siete ancora voi a controllare la relazione. Così, i libri vi rendono "privati", mentre radio e TV vi rendono "pubblici", e i computer vi fanno diventare di nuovo "privati".

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    Domanda 3
    Allora, che cosa sta accadendo oggi con le reti telematiche?

    Risposta
    La rete è il computer più la televisione più la radio più il telefono. Una volta congiunti i computer e i telefoni, avete linguaggio esterno, collettivo, e linguaggio interno e privato con la macchina. Per la prima volta nella storia, c'è una situazione in cui abbiamo un controllo privato del linguaggio che non viene eliminato dal collettivo, e che non elimina il collettivo. I computer in sé sono privati proprio come i libri; il computer più il telefono rimettono insieme il privato e il pubblico. Così, questa è la storia della nostra relazione con il linguaggio attraverso i media.

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    Domanda 4
    Che cosa accadrà con queste reti? Si produce uno spostamento del potere dal produttore al consumatore ?

    Risposta
    Nelle reti accade, che il potere si sposta dal produttore al consumatore, e il consumatore diventa un trasmettitore. Naturalmente, la televisione dovrà confrontarsi con questo. Molte persone mi chiedono: "Che cosa può fare allora la televisione?" Sta diventando frammentata, si atomizza, tutti i pubblici televisivi in Canada e negli Stati Uniti sono in declino. Le grandi reti perdono spettatori, mentre le piccole reti crescono. Non penso che la televisione stia morendo; lungi dal crederlo. Essa fornisce un certo modello di consapevolezza umana tutta d'un colpo. La TV, come disse Bill Moyer, è "la mente pubblica", essa è necessaria, molto, ma non può esserlo escludendo la mente privata degli utenti.

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    Domanda 5
    Quindi un linguaggio ad una dimensione? Sarà un linguaggio unico?

    Risposta
    No di certo. Quello che sta accadendo, credo, è che i linguaggi e le reti hanno tutto lo spazio nel mondo per esprimere se stessi. Non c'è alcuna necessità di avere un ordine solo, un linguaggio solo, una sola rete, e un metodo unico. Oggi quando si esplora quello che succede in Internet, nel World Wide Web, notate che Davide è alla pari con Golia, ognuno ha le stesse possibilità, Olivetti non ha più potere di qualche ragazzino che dall'università lancia il suo vecchio programmino. Ognuno sta alla pari, e, date queste condizioni, non è necessario avere un solo linguaggio, non c'è nemmeno uno standard unico, non c'è una sola piattaforma, un solo tipo di computer. Qualsiasi computer andrà bene. La legge della digitalizzazione, l'essere digitali, sta riducendo tutte le differenze ad una sola base comune, ma permette a tutte le differenze di fiorire a partire da questo materiale digitalizzato.

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    Domanda 6
    Che cosa avviene secondo lei nel cervello umano che si adatta alla telecomunicazione e al computer? Cosa cambia?

    Risposta
    Questa è una domanda più complicata, perché oggi accade che, fino ad ora, abbiamo avuto delle macchine o dei media che hanno fatto andare le nostre menti individualmente più rapidamente o più lentamente. Ieri i libri facevano andare la mente in modo più rapido, oggi i libri fanno andare la mente piano, perché la radio, la televisione, ed i computer sono più veloci. Ma la cosa nuova è che i computer stanno facendo andare molte menti associate in modo più veloce, in opposizione alla mente singola. I computer più il telefono sono intelligenza collettiva. L'intelligenza collettiva cambia la natura dei nostri processi mentali, e ci permette di dipendere maggiormente dalla nostra rete per prendere una decisione, per creare assieme ad altri, per scoprire ogni genere di cose. I cambiamenti sono dovuti al fatto che non solo una singola mente, ma molte menti divengono parte del network.

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    Domanda 7
    Questo è un programma per la memoria.

    Risposta
    La memoria oggi non è più nella testa, è sempre più condivisa con altri. Alla base la rete, Internet, è un enorme disco globale, è un enorme disco fisso o un enorme CD ROM. E' multimediale, e ha preso ogni cosa. La memoria è veramente buona. Qui siamo vicini a Pompei, e Pompei così come è, è una cosa fantastica. Gli atomi di Pompei - come direbbe Negroponte - sono meravigliosi, ed io voglio andarci sempre. Ma è fuori di dubbio che per essere capaci di ricostruire Pompei e di creare dobbiamo fare qualcosa di simile a quando si pensa. Andate a Pompei, e che cosa accade nella vostra mente? E' evidente, ricostruite attorno alle rovine, e vi dite: "Oh, questo è proprio come era un tempo". Cercate di immaginare la gente che camminava per quelle strade. Questo è quanto accade ora. La gente di fatto sta mettendo Pompei sui CD. O quel magnifico lavoro fatto da IBM, da Antinucci, con San Pietro a Roma. San Pietro è sempre là, ma potete anche immaginare di averlo a disposizione in casa. Non dovete andare in Italia, potete farlo attraverso il Canada e visitate San Pietro, proprio così come fareste nella vostra testa. Questa è la memoria. La memoria è dappertutto.

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    Domanda 8
    Gutenberg ha fatto di ciascuno di noi un lettore, grazie all'uso dei caratteri. Adesso però la fotocopia ci sta trasformando tutti in editori. Lei è d'accordo in questo?

    Risposta
    Questo è evidente. Questo accade già da un pezzo. Dall'invenzione della fotocopiatrice in poi, tutti siamo stati capaci di diventare editori. Ma la cosa più complessa ora consiste nel fatto che i libri sono il solo posto dove le parole se ne stanno in quiete. Quando parliamo, le parole si muovono; si muovono per radio, si muovono sul video, e sullo schermo con Internet anche si muovono. Questa è la ragione per cui pubblicare diventa molto interessante: non è più un medium fisso, è un medium condiviso, a cui contribuisce la gente comune. Così ora la pubblicazione va ben oltre la fotocopia, ben oltre la forma fissa, è piuttosto un pensare collettivamente in tempo reale. Così, posso scrivere qualcosa nella posta elettronica o in Internet, tu lo leggi, ci aggiungi qualcosa, questo qualcosa ritorna indietro a me, un altro lo legge anche, e poi aggiunge qualcosa... e dopo alcune settimane abbiamo una gran massa di conversazioni molto intelligenti su temi specifici, non lineari ma collegate; questo significa che ogni soggetto importante che tu e tu e io abbiamo discusso può ora essere studiato da qualcun altro. Giusto spulciando. Selezioni quel soggetto, e leggi quello che tu ed io e poi lui abbiamo detto su quel soggetto. Questo è un modo completamente diverso di pubblicare.

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    Domanda 9
    Il libro che Lei ha recentemente pubblicato in Italia parla di videocrazia cristiana.

    Risposta
    In quel libro ho cercato di capire come la sensibilità religiosa è cambiata sotto l'impatto dei media. Il mio primo saggio fu sul televangelismo. La ragione per cui l'ho fatto era perché una commissione cattolica mi aveva chiesto di scrivere qualcosa sul televangelismo. La domanda era: 'Lei pensa che i cattolici dovrebbe fare anche loro televangelismo?" Era una domanda da cento punti. Non sono un teologo, ma ero molto interessato. Io sono cattolico, sono nato cattolico, e sono un cattolico praticante, così dovevo sapere. Ho riflettuto su questo, e ho pensato a me stesso. Ora raccomanderei questo al vescovo o a chiunque altro si occupi di queste cose: dovrebbe effettivamente fare del televangelismo, perché è di grande successo. Circolano grandi quantità di soldi nel televangelismo. Cominciai a capire come funziona il televangelismo, come ha a che fare con il tuo corpo. La televisione non ha a che fare con la tua testa, ha a che fare con il tuo corpo. Il televangelismo parla in effetti a ciò che chiamo il sistema nervoso centrale. Dopo aver studiato come funzionava il televangelismo, che cosa stava facendo e come cambiamo la nostra sensibilità nei confronti della religione, e nei confronti delle altre persone, la mia conclusione era che la fede non è materia televisiva; è una materia di contatto umano personale. La parola umana può essere amplificata e trasportata da questi media; ma il cuore della presenza umana rimane nella persona e non nei media. Così a questo livello non ero sicuro di voler raccomandare il televangelismo alla Chiesa, perché la Chiesa è un contatto da persona a persona, reale e profondo.

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    Domanda 10
    E il Papa invece? Il Papa elettronico?

    Risposta
    Il Papa elettronico. Sì, ho scritto anche su di lui. Io penso che questo papa sia molto buono. E' andato in giro per il mondo. Prima di tutto non è italiano, e questa è una buona cosa: è l'internazionalizzazione del papato. Poi è una bravissima persona. In un certo senso egli ha risposto alla domanda del televangelismo, perché egli è un naturale televangelista. E' sempre in TV in un modo o nell'altro, in un paese o nell'altro, e questo ha aiutato molto. La Chiesa di fatto ne ha tratto una grande carica di energia e di incoraggiamento. Naturalmente, alla Chiesa sono state rivolte tantissime domande fondamentali, e il papa non ha risposto a tutte; da qui le grandi resistenze alle sue idee sulla contraccezione e l'aborto, certamente è anch'esso una faccenda quanto mai seria, e naturalmente sull'ordinazione delle donne. Ci sono tantissime ragioni perché la gente sia arrabbiata col papa, ma ci sono anche tante e tantissime ragioni, per lui, di essere fiero di quello che ha fatto, perché ha fatto in modo da globalizzare la Chiesa più di quanto essa non lo fosse prima. Cattolico significa appunto "globale'. E se siamo in una cultura globale, è meglio avere un papa globale.

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    Domanda 11
    Internet è una terra di nessuno, o è uno spazio metafisico?

    Risposta
    Questa è una buona domanda. E' un "non luogo": su questo, credo, Negroponte aveva ragione. Non c'è alcun posto per Internet. Non penso però che sia una terra di nessuno. Al contrario, penso che ci siano tantissime persone - 30 milioni di persone non sono una terra di nessuno! Se poi sia qualcosa di spirituale... Mettiamola in questi termini: le reti e l'intelligenza umana sulle reti sono la cosa più vicina alla spiritualità che la tecnologia ci abbia mai dato finora. Ma non sappiamo molto della spiritualità. Io posso capirla come la più rapida di tutte le cose, di tutti i processi; la cosa più rapida e più comprensiva. Ha a che fare con qualsiasi cosa. Il fatto è che è talmente rapida che nessuno può vederla. La mente più rapida è più lenta della spiritualità, e così il sistema più rapido è più vicino, un po' più vicino, alla spiritualità, anche se non è spiritualità. Rifiuto che mi si dica che la realtà virtuale è spirituale, che l'Internet è spirituale. Ma se mi si dice che esso ci può aiutare a cominciare a capire che cosa sia la spiritualità, allora forse sì.

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    Domanda 12
    Può essere un posto sacro addirittura, come uno spazio di meditazione; l'immaterialità è la meditazione.

    Risposta
    No, io penso che la meditazione possa accadere ovunque, in ogni momento; è solo lo spazio speciale. Non penso che Internet sia uno spazio sacro, veramente non lo penso. Il sacro è qualcosa, ancora una volta, di molto ma molto più rapido. Una delle teorie teologiche più interessanti dice che la luce è spiritualità rallentata. La luce di fatto è molto più rapida di qualsiasi altra cosa. C'è molto di misterioso. Lei ed io abbiamo solo questo dato tempo da vivere, e nel corso di questo tempo abbiamo molte vie di accesso alla spiritualità. Dobbiamo cogliere pienamente queste opportunità, e non aspettare la prossima tecnologia che ci aiuti.

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    Domanda 13
    Un dato può essere il fatto che non c'è più la materia in Internet.

    Risposta
    Questa mattina è stata detta una cosa molto interessante: che la materia è al di fuori, e tutta questa immaterialità è il di dentro, la conversazione in rete. Negroponte aveva ragione nel dirlo, non vivete senza atomi, non avete vita senza il corpo, non avete vita senza la materia, non avete nulla senza la materia. Così, alla base, Internet non è come se non continuassimo più ad avere corpi. Di fatto tutti si preoccupano su come verrà applicata la legge alla rete, Negroponte dice che non è possibile. Invece si può, perché le persone hanno ancora dei corpi e possono ancora essere trovate. Non credo che possiamo separare il corpo dalla mente collettiva.

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    Domanda 14
    Però il momento in cui Lei accede all'Internet esce dal concetto di spazio-tempo.

    Risposta
    Ma è stato l'alfabeto a creare tempo e spazio. Non esistevano prima dell'alfabeto. Tutti noi pensiamo che lo spazio sia infinito, e che il tempo cominci qui e finirà da qualche altra parte. Questa è la visione del tempo unilineare, irreversibile, storico. Ma si tratta di una struttura alfabetica, è veramente una struttura alfabetica, non è una struttura televisiva, più di una convenzione. E' qualcosa di neurologico, è una struttura neurofisiologica. Quando siamo ancora bambini, e impariamo a leggere, viene generata un'interazione tra la struttura della nostra mente e la struttura della scrittura. Cominciamo ad imparare, e integriamo queste strutture. Ma nella rete non c'è spazio. C'è il tempo. Non c'è spazio, ma non usciamo fuori dal tempo nella rete, usciamo fuori solo dallo spazio. Lo spazio è stato conquistato. La realtà virtuale è la conquista dello spazio. La luna è conquista dello spazio. I database sono una conquista dello spazio. Sappiamo tutto sullo spazio. Non sappiamo nulla sul tempo. Il vostro tempo, il mio tempo, il suo tempo sono fermi, non vanno all'indietro, ancora non li potete espandere. Potete vivere più rapidamente, potete vivere alla velocità dei nanosecondi. Un bambino, che gioca con i videogiochi, vive molto velocemente, e forse ha più tempo perché vive più rapidamente. Ma non è possibile espandere il tempo, o cambiare la propria durata di vita, e non si può nemmeno espandere il tempo delle risorse disponibili per un vantaggio finanziario, o per qualsiasi altro tipo di vantaggio. Perciò, non confondiamo tempo e spazio come se fossero la stessa cosa nella rete. Non c'è spazio nella rete, ma ci sono un mucchio di costrizioni temporali, un bel mucchio davvero. La velocità è l'essenza di Internet: Quanto dovrete aspettare per una pagina? Questa è veramente una questione di tempo.

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    Domanda 15
    L'unico limite che si è riusciti a conquistare con Internet è quello di andare in un'altra parte del mondo.

    Risposta
    Sì, è possibile risparmiare del tempo eliminando lo spazio. Ogni volta che si sopprime dello spazio, si risparmia il tempo che ci vuole per attraversare quello spazio. Ma a proposito del tempo, ora, dall'invenzione della realtà virtuale e dei sistemi interattivi in poi, la gente parla del "tempo reale" , questa parola ormai esiste. Il tempo reale è un gesto che è seguito immediatamente da una reazione. Ma nella rete, nelle comunicazioni nel network, il tempo reale è esteso perché non è tempo solare. E' il tempo del contesto e della pertinenza. Se ti mando un messaggio, e tu non lo ricevi per sei ore, il tempo reale dura fino al momento in cui tu sei collegato e mi rispondi. Questa estensione del tempo è un approccio diverso al nostro modo di distribuire la nostra vita, al nostro modo di organizzare la nostra vita. L'idea di tempo esteso è forse un'idea utile.

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